L’aterosclerosi è la principale malattia delle arterie, che sono i vasi che portano il sangue dal cuore a tutti gli organi del nostro corpo, nutrendoli tramite l’ ossigeno, i grassi, le proteine e gli zuccheri. Le arterie sono diverse dalle vene, che portano invece il sangue dagli organi al cuore. L’ aterosclerosi inizia già nei primi decenni di vita, è lentamente progressiva e le conseguenze si manifestano in genere nell’età adulta o avanzata.

La lesione tipica dell’aterosclerosi è l’ateroma , ossia un ispessimento localizzato (definito placca, in genere lunga 1 centimetro) della parte interna dell’ arteria dovuto all’accumulo di materiale lipidico (grasso) e circondato da tessuto connettivo che è duro, ossia sclerotico.

Da qui il termine di placca aterosclerotica dato alla lesione del vaso e il nome di aterosclerosi dato alla malattia.

Spesso l’aterosclerosi è detta impropriamente arteriosclerosi, definizione che descrive invece il progressivo e generale indurimento delle pareti delle arterie,con perdita della loro elasticità. Questo processo degenerativo è in parte naturale e legato all’invecchiamento.

Le placche aterosclerotiche con il tempo si ingrossano e arrivano a ridurre il passaggio del sangue all’ interno del vaso, diminuendo progressivamente il rifornimento di ossigeno agli organi (ischemia).

Il restringimento completo dell’ arteria porta alla morte delle cellule per mancanza di ossigeno (infarto).

L’ occlusione può essere anche improvvisa quando la placca si rompe e causa la formazione di un un grumo di sangue (trombo) che ostruisce il vaso.

Gli infarti più temibili sono a carico degli organi “nobili” del nostro corpo, ossia il cuore e il cervello (ictus). Quando l’ infarto fortunatamente è piccolo non ci sono conseguenze particolari. Se l’ infarto è di dimensioni medie si perde parte della funzione di questi organi. Se è colpito il cuore compaiono affanno di respiro e gambe gonfie, nel caso del cervello le conseguenze sono la paralisi ol’ incapacità di parlare correttamente. Un infarto grande può essere causa di decesso improvviso. Al giorno d’ oggi per fortuna la grandezza dell’ infarto del cuore viene quasi sempre ridotta dalla tempestiva riapertura del vaso chiuso, l’ arteria coronaria, attraverso il gonfiaggio di un palloncino (angioplastica o PTCA).

Nel nostro paese le malattie vascolari cardiache e cerebrali, che sono dovute in massima parte all’aterosclerosi, sono la principale causa di malattia e di morte in entrambi i sessi, seguite, in ordine di frequenza, dalle neoplasie. Infatti sono colpevoli di oltre il 30% di tutte le morti, essendo l’ infarto del cuore responsabile di circa il 20% di tutti i decessi e l’ ictus di un altro 10-12%.

L’aterosclerosi è anche responsabile della maggioranza dei casi di scompenso cardiaco e di invalidità permanente e del 30% dei casi di demenza.

L’ aterosclerosi è causata da più fattori,che sono pertanto detti “fattori di rischio”.

La malattia aterosclerotica, definita anche cardiovascolare (impropriamente perché non colpisce solo il cuore), è oggi prevenibile, agendo precocemente su alcuni questi fattori attraverso cambiamenti nello stile di vita o mediante l’ assunzione di farmaci.

 

Dott. Della Casa Stefano – Specialista in Cardiologia – già Direttore Unità Operativa di Cardiologia UTIC – Ospedale di Lugo Attualmente svolge la propria attività presso il Poliambulatorio Salus Medical Center di Lugo.

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